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Le origini
Il 25 gennaio 1842, nel palazzo del Vescovo Monsignor Filippo Artico, si riuniscono i rappresentanti del clero e del Re e il fiore della nobiltà astese. Fondano la Cassa di Risparmio e di Previdenze della provincia di Asti. I convenuti portano in totale un capitale di 10 mila lire.
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I primi due articoli del Regolamento Organico - approvato poi il 7 marzo 1843 - recitano: "Con autorizzazione di Sua Maestà è stabilita nella città di Asti una Cassa di Risparmio e di previdenza. Questa Cassa è destinata a ricevere, e a rendere fruttiferi, i risparmi delle persone laboriose e delle classi meno agiate della Provincia".
La Cassa di Risparmio e di Previdenze della provincia di Asti non nasce come Istituto di Credito ma come Ente di Beneficienza.
Il Vescovo, tramite le parrocchie della Provincia, promuove il risparmio presso la Cassa anche per impedire in qualsiasi modo che contadini, operai e artigiani sprechino e spendano i loro miseri guadagni, gravando così in vecchiaia sull'assistenza pubblica.
Il primo giorno di mercato del 1844, mercoledì 3 gennaio, la Cassa apre i battenti: due modeste camere all'ultimo piano del palazzo municipale. I mercoledì sono dedicati ai versamenti, il sabato ai prelievi.
a cura di: Loredana Trevisan loredana.trevisan@bancacrasti.it
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